I designer di M.I.C. Gadgets avevano creato questo pupazzetto plasticoso del signor Facebook, rispettando la sua aria informale (è in jeans , felpa e ciabatte Adidas) e giocando con la sua qualità di "inventore del poking e del like" (sottolineata dal doppio cartello con i due pulsanti più famosi di Facebook).
Le action figure ormai non sono soltanto materiale per gli appassionati di fantasy e fantascienza, ma ne esistono di rock star, politici e qualche mese fa era apparsa su Internet anche quella di Steve Jobs (protagonista di una vicenda legale analoga). Quella di Zuckerberg era stata prodotta in 300 esemplari ed era in vendita a 69 dollari.
La sua storia commerciale è stata piuttosto breve, perché i suoi inventori si sono visti recapitare un'ingiunzione dello studio di avvocati di Pechino che difende Facebook per le questioni legate a brevetti, copyright e diritto d'autore.
Nell'avvertire che Facebook è un marchio registrato, questa raccomandata sottolineava come nel diritto d'autore fosse incluso anche l'aspetto fisico di Mark Zuckerberg, il che lo rendeva impossibile da usare per scopi commerciali, oltretutto con l'aggravante, secondo i legali, di aver portato avanti l'iniziativa senza nemmeno aver provato a chiedere al diretto interessato l'autorizzazione.
Conclusione: tutte le action figure di Zuckerberg devono essere ritirare dal mercato, e devono essere distrutte. Deve essere cancellato dal sito di M.I.C. Gadgets ogni riferimento o immagine a questo prodotto commericiale.
Ovviamente, M.I.C. è stata costretta a obbedire: anche dopo aver visto The Social Network, non viene voglia di mettersi contro la potenza legale del più grande dei social network. Non hanno però mancato di sottolineare gli aspetti ironici della vicenda. Tra questi, il fatto che Facebook si faccia difendere da uno studio di Pechino, nonostante in Cina il firewall del regime blocchi qualunque accesso al social network.
vedi gli orologi più economici a Zenith
没有评论:
发表评论